Bonus Facciate, in arrivo novità per il 2020

Bonus Facciate, in arrivo novità per il 2020. Com’era lecito attendersi, la legge di bilancio contiene delle novità. Riferendosi al settore «casa», quella più interessante risponde al nome di Bonus Facciate. Partiamo dalle parole di Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, affidate ad un tweet di mercoledì scorso. «Nella legge di bilancio una norma coraggiosa che renderà più belle le città italiane. Con il Bonus Facciate un credito fiscale del 90% per chi rifà nel 2020 la facciata di casa o del condominio, in centro storico o periferia, nelle grandi città o nei piccoli comuni!». Di che si tratta? In sostanza la Manovra per il 2020 introdurrà sgravi fiscali per chi sceglierà di ristrutturare nel prossimo anno l’esterno di un edificio.

Bonus Facciate, di che si tratta

In particolare il riferimento è al rifacimento delle facciate di palazzi ed edifici, sia storici che moderni. L’obiettivo è quello di spingere gli investimenti nel patrimonio edilizio. Ancora non si conoscono vincoli, limiti e modalità. La misura in ogni caso è stata inserita nel Documento Programmatico di Bilancio, redatto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, quindi è entrato nel DDL di bilancio e nella bozza del Decreto Fiscale. La sua ufficialità tuttavia si avrà soltanto con la Legge di Bilancio che con ogni probabilità vedrà la luce tra Natale e Capodanno. La misura del Bonus Facciate non è una novità, sopratutto se allarghiamo il campo di osservazione anche ad altri stati europei: fra il 1959 e il 1969 infatti in Francia Andrè Malraux, l’allora ministro della cultura del governo di Charles De Gaulle, introdusse la legge a cui quella attuale si è ispirata.

Le proroghe previste

Non solo Bonus Facciate: il Governo ha infatti deciso di prorogare le detrazioni per la riqualificazione energetica, così come per gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie. E non finisce qui: rinnovate anche quelle per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata. Approfondiamo il discorso: non dovrebbero cambiare le percentuali di detrazione rispetto a quanto in vigore attualmente, e nemmeno i limiti.

Ristrutturazioni Edilizie

Per chi sceglie di ristrutturare le abitazioni e le parti comuni di edifici residenziali ci dovrebbe essere anche per il prossimo anno la possibilità di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) una parte delle spese sostenute per i lavori. La detrazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i soggetti che hanno partecipato alla spesa e che hanno diritto. La quota è del 50%, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. In generale, la detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Ecobonus

I contribuenti che eseguono interventi volti ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti in linea teorica potrebbero detrarre una parte delle spese sostenute per i lavori dall’Irpef o dall’imposta sul reddito delle società (Ires). Si tratta del cosiddetto Ecobonus, la misura per la riqualificazione energetica degli edifici, che a meno di clamorosi ribaltoni, sarà confermato ufficialmente anche per il prossimo anno.
L’importo da portare in detrazione dalle imposte può variare dal 50% al 85% della spesa in base alle caratteristiche dell’intervento. Le spese ammesse in detrazione comprendono sia i costi per i lavori relativi all’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta.

Bonus mobili ed Elettrodomestici

In questo caso la detrazione Irpef è riservata per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni). Destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro per ogni singola unità immobiliare, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
Anche il Bonus Mobili è contenuto nella bozza della Legge di Bilancio, quindi dovrebbe essere previsto per il prossimo anno.

Il Bonus Verde

Infine c’è anche un incentivo che non è stato riconfermato, almeno per il momento. O quanto meno non è stato inserito per ora nelle previsioni: parliamo del Bonus Verde, non presente nella bozza della Legge di Bilancio. Questa misura è rimasta in vigore sia nel 2018 che nel 2019. Consentendo una detrazione fiscale del 36% su importi massimi di 5mila euro per le spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione. Così come per la realizzazione di pozzi e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.